A.I.R.E.

Modalità per l'iscrizione dei cittadini italiani nell'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (A.I.R.E.)  

I cittadini italiani possono trasferirsi all'estero ed ottenere l'iscrizione all'AIRE (Anagrafe dei cittadini Italiani Residenti all'Estero) in due diversi modi:
- recandosi, entro 90 giorni dalla data dell'emigrazione, al Consolato italiano all'estero che provvederà ad inviare la pratica al Comune affinché possa procedere all'iscrizione all'AIRE;
- denunciando il trasferimento all'Anagrafe del Comune di residenza  al quale occorre fornire l'esatto indirizzo estero; anche in questo caso, successivamente alla denuncia all'Anagrafe, è necessario dichiarare il trasferimento presso l'Ufficio Consolare, il quale provvederà all'invio della conferma al Comune dell'avvenuto trasferimento, alla cui notizia si procederà all'iscrizione all'AIRE.

Requisiti: Aver trasferito all'estero la propria dimora abituale con intenzione di permanervi per un periodo non inferiore a 12 mesi.

Documentazione da presentare: Documento di riconoscimento in corso di validità.

Normativa di riferimento: Legge n. 470 del 27.10.1988: Anagrafe e censimento degli italiani all'estero. D.P.R. 323 del 06.09.1989: Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge del 27.10.1989 sull'anagrafe e sul censimento degli italiani all'estero. Legge n. 104 del 27.05.2002: Disposizioni per il completamento e l'aggiornamento dei dati per la rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero e modifiche alla Legge n. 470/1988.

Punti di erogazione del servizio: Consolato Italiano all'estero (entro 90 giorni dalla data di emigrazione).

Estratto da GRTV – 25 agosto 2006
Guido Baccoli, esperto di diritto consolare in Repubblica Dominicana, spiega quali sono i diritti e i doveri di chi si iscrive AIRE: VANTAGGI E SVANTAGGI DELL'ANAGRAFE DEI CITTADINI RESIDENTI ALL'ESTERO Per iniziare vorrei riportare una pubblicazione del Ministero degli Interni che la dice lunga soprattutto per i cittadini che essendo i primi a non espletare i loro doveri, poi si lamentano che il Consolato non funziona. É vera la necessità che la P.A. cresca ed eroghi servizi sempre più precisi, capillari e semplificati, ma è ugualmente utile che maturi anche il cittadino e che acquisisca piena consapevolezza del proprio “status” di residente all'estero. Senza questa partecipazione i Consolati e gli U.C, presso le Ambasciate non potranno mai essere in grado di fornire risposte soddisfacenti e non si potrà mai creare un rapporto fiduciario, obiettivo finale da realizzare. Il cittadino pertanto deve ricreare all'estero un nuovo rapporto con l'Amministrazione, fornendo alla stessa in modo esatto e puntuale, tutte le informazioni e gli atti necessari a metterla in grado di servirlo in maniera esaustiva e soddisfacente.

Detto questo, l'A.I.R.E. è stata istituita nel 1990 in seguito a una legge del 1988, regolamentata nel 1989, grazie anche a una lunghissima battaglia dell'On. Tremaglia perché anche agli italiani residenti all'estero fossero riconosciuti i loro diritti, primo fra tutti quello del diritto al voto. Contiene i dati dei cittadini italiani che devono essere comunicati da quest'ultimi ai rispettivi Consolati sul trasferimento della residenza all'estero al più presto e, comunque pur non perdendo il diritto di farlo, entro 90 giorni dalla data dell'espatrio. Tale trasferimento può essere accertato d'ufficio. L'iscrizione é obbligatoria per tutti, inclusi i figli di cittadini italiani nati all'estero e gli stranieri che hanno acquisito la nazionalità italiana e continuano a risiedere all'estero. Chi non è iscritto all'A.I.R.E. e risiede all'estero, non può ottenere certificati del proprio comune tramite l'Ambasciata ed altri importanti servizi consolari. Non sono obbligati a iscriversi i cittadini che intendono recarsi all'estero per un periodo inferiore all'anno, però devono curare ogni 90 gg. il rinnovo del permesso di soggiornare con l'Ufficio Immigrazione del Paese che li ospita.

Regole importanti sono che entro 90 gg. il cittadino iscritto all'A.I.R.E deve: comunicare il suo cambio di residenza o abitazione; chiedere le modifiche dello stato civile per la trascrizione degli atti civili in Italia (matrimoni, divorzi, nascite, decessi etc).

La cancellazione dall'A.I.R.E. può essere fatta solo a seguito di dichiarazione di rimpatrio o di morte, ma anche d'ufficio per irreperibilità presunta per i seguenti casi:
trascorsi cento anni dalla nascita; dopo due censimenti consecutivi conclusi con esito negativo; quando risulti inesistente l'indirizzo all'estero; quando per due volte consecutive sia tornata indietro la cartolina elettorale. Quindi come in Italia, il cittadino italiano deve comunicare qualsiasi variazione di stato civile, cambio di domicilio, telefono di contatto e tutti i dati necessari ai fini che i dati in possesso del Consolato siano sempre aggiornati.

L'argomento che più terrorizza gli italiani all'estero, facendoli decidere di non iscriversi é la paura della perdita dell'assistenza sanitaria italiana. Ciò è assolutamente falso come già affrontato in altro articolo. Chiunque rientri in Italia per cure mediche che durino più di 30 gg, l'interessato può richiedere la riscrizione temporanea all'ASL con un'autocertificazione ed ha anche diritto al medico di fiducia; se i giorni sono meno di 30 ha diritto a tutte le prestazioni sanitarie eccetto il medico di fiducia. In caso d'emergenza per gravi malattie, il cittadino può fare rientro in Italia, cancellarsi dall'A.I.R.E. e riscriversi come residente nel Comune di suo piacimento
Quindi é importante iscriversi e comunicare tutte le suddette variazioni. Oltre che rispettare la normativa si ricevono solo vantaggi, sempre e quando si rispettino i "consigli" succitati del Ministero degli Interni e ci si comporti responsabilmente con le suddette comunicazioni di eventuali variazioni. Morale della favola, tanto si critica il mal servizio delle Ambasciate o Consolati italiani, ma molti cittadini non contribuiscono con un comportamento civico rispettoso e obbligatorio perché la diffidenza ed esagerata burocratizzazione dell'U.C. possa migliorare. Un esame di coscienza e di seria responsabilità deve essere reciproca, cittadini e U.C.. Cominciamo noi a muoverci e dare l'esempio per avere un servizio migliore, al fine di non lasciare alibi all'U.C. se il servizio non è buono, le informazioni sono confuse o ci richiedono documenti supplementari. Il torto che molti lamentano seppure non sempre, è dovuto anche alla trascuratezza di noi italiani all'estero, creando l'esatto opposto di un rapporto fiduciario con le succitate conseguenze.

ESTRATTO da NHS UK - www.nhs.uk

The European Health Insurance Card (EHIC) allows you to access state-provided healthcare in all European Economic Area (EEA) countries and Switzerland at a reduced cost or sometimes free of charge.

Everyone who is resident in the UK should have one and carry it with them when travelling abroad. Remember to check your EHIC is still valid before you travel. Applying for the card is free and it's valid for up to five years.

Presenting the EHIC entitles you to treatment that may become necessary during your trip, but doesn't allow you to go abroad specifically to receive medical care. However, maternity care, renal dialysis and managing the symptoms of pre-existing or chronic conditions that arise while abroad are all covered by the EHIC.

Your EHIC will allow you access to the same state-provided healthcare as a resident of the country you are visiting. However, many countries expect the patient to pay towards their treatment, and even with an EHIC, you might be expected to do the same. You may be able to seek reimbursement for this cost when you are back in the UK if you are not able to do so in the other country.

The EHIC is NOT an alternative to travel insurance. It will not cover any private medical healthcare or the cost of things such as mountain rescue in ski resorts, repatriation to the UK  or lost or stolen property. For these reasons and others, it is important to have both an EHIC and a valid private travel insurance policy. Some insurers now insist you hold an EHIC and many will waive the excess if you have one. Applying for an EHIC is easy. Even if you don't have any plans to travel in the near future, it is always a good idea to get one...

ULTERIORE RIFERIMENTOwww.ehic.org